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01 aprile 2021

Buona Pasqua da Longino

Buona Pasqua da Longino

Colomba Together: la versione gourmet firmata Longino del dolce pasquale per eccellenza.

E mentre ci apprestiamo a festeggiare la Santa Pasqua con la nostra Colomba Together – nata dalla maestria pasticcera dello chef Italo Vezzoli – ripercorriamo insieme la storia di uno dei dolci più simbolici e golosi dell’intera tradizione dolciaria del Bel Paese.

Paese che vai, usanza che trovi, recita il vecchio adagio. Mai motto è stato più veritiero, soprattutto se l’usanza in questione è legata alla tavola. L’Italia, si sa, non è solo la nazione dai mille campanili: è la terra dalle infinite ricette. Alcune talmente antiche che si perdono nella notte dei tempi. Altre così leggendarie e misteriose che il loro racconto suscita meraviglia. Oltre che stimolare l’acquolina.

Una di queste è sicuramente quella della Colomba Pasquale, il dolce che più di ogni altro si contraddistingue per l’intrinseca potenza cristiana e simbolica di pace e amore universale.

Il racconto della sua origine è una farcia golosa e ben amalgamata di storie fantastiche e leggende, avventure di santi e austere regine, battaglie e assedi di città medievali… ma anche intuizioni di marketing e creatività imprenditoriale proprie di un saper fare tutto italiano. Le origini leggendarie della Colomba Pasquale Da dove cominciare, quindi? Ma dagli inizi, ovviamente! Anche se, come spesso succede da noi in Italia, sono misteriosi e soprattutto contesi. E a contendersene la potestà sono due regioni: la Lombardia e il Veneto. I lombardi la reclamano per diffusa tradizione leggendaria, i veneti la vogliono come evoluzione in forma alata della loro fugassa, la focaccia dolce.

Mettiamoci comodi.

Alboino e l’assedio di Pavia

Una prima leggenda vuole che le origini della Colomba Pasquale risalgano addirittura all’anno 572. Re Alboino, potente sovrano longobardo in marcia sull’Italia bizantina, dà l’assedio a Pavia ormai da tre anni. Allo stremo delle forze, la città capitola e i barbari varcano le mura. Gli abitanti, per evitare la furia dei conquistatori, regalano loro dei soffici dolci a forma di colomba. Un’offerta che viene accolta come un gesto di pace e che non solo risparmia la città dal saccheggio ma la fa assurgere a capitale del nuovo regno longobardo in Italia.

San Colombano e la Regina Teodolinda

Anno domini 610. Siamo sempre a Pavia. Un gruppo di fedeli irlandesi, guidati da San Colombano, è in visita alla corte della regina Teodolinda. La sovrana, per omaggiare gli ospiti illustri, ordina di allestire un banchetto luculliano a base di selvaggina. Ma il santo declina l’invito perché periodo di Quaresima. Teodolinda vede il rifiuto del sant’uomo come un’offesa personale, così Colombano decide di benedire le pietanze che miracolosamente si trasformano in candide colombe di pane.

La battaglia di Legnano

Una terza leggenda vuole le origini della Colomba Pasquale nella vittoria dei comuni della Lega Lombarda sull’esercito germanico di Federico Barbarossa. Corre l’anno del signore 1176, i due schieramenti sono in procinto della battaglia di Legnano. Un condottiero del carroccio rimane colpito da due colombe che, incuranti dell’imminente confronto, si posano sugli stendardi della Lega. Un segnale di buon auspicio. Così, per infondere coraggio alle truppe comunali, chiede ai cuochi di preparare con uova, farina e lievito dei pani a forma di colomba.

L’intuizione di Dino Villani

Allontanandoci quel tanto che basta da questo orizzonte miracoloso e fantastico, la Colomba Pasquale come oggi la conosciamo – e mangiamo – risale agli anni ’30 del secolo scorso, frutto del genio creativo e imprenditoriale di Dino Villani, artista e pubblicitario mantovano. Siamo a Milano, la città che ha inventato il Panettone. Perché quindi non declinare l’impasto di questo dolce tipicamente natalizio “destagionalizzandolo” così da celebrare anche la risurrezione di nostro Signore oltre alla sua nascita?

Basterà solo dargli una forma diversa…

La nostra Colomba Together

Ma anche noi di Longino abbiamo voluto aggiungere qualche ingrediente Raro & Prezioso al racconto di questo dolce della tradizione, chiedendo al maître pâtissier Italo Vezzoli di realizzarne una versione gourmet.

L’abbiamo chiamata “Colomba Together” perché abbiamo voluto riunire in un'unica ricetta completamente artigianale, le materie prime di quattro partner dell’azienda, accomunati dalla passione per la cultura gastronomica:

✓ Il Burro a Latte crudo di Beillevaire, una delle maison fromagerie più rinomate di Francia, unica azienda a lavorare appunto a latte crudo e a mantecare il burro in zangole di legno. Proprio come si faceva una volta.

✓ Le uova di Uova di Montagna, giovane azienda trentina che alleva seguendo i più elevati standard di benessere per le galline e adottando metodologie che superano di gran lunga i già rigidi standard dell’allevamento biologico. Galline a becco integro, libere di muoversi e razzolare all’aria aperta, nutrite esclusivamente in modo naturale e senza alcuna medicina.

✓ Il Miele di Acacia di Mieli Thun, azienda che produce solamente mieli mono-floreali in purezza raccolti nel momento della massima fioritura. Una tradizione di famiglia la loro, frutto di viaggi lungo il paese, di attente osservazioni e dell'ascolto dei racconti dei contadini, sapienti conoscitori del territorio.

✓ Le Mandorle Marcona di Almondeli, caratterizzate da una particolare forma arrotondata, da un sapore relativamente dolce e da una texture unica. Sono coltivate ancora oggi secondo metodi tradizionali sulla costa mediterranea della Spagna.

Colomba Together… aggiungiamo una nota golosa

Si può aggiungere gusto alla perfezione? Noi crediamo di sì! Provate ad accompagnare la Colomba Together con due creme dessert di Beillevaire al cioccolato e al caramello: sono perfette per esaltarne la dolcezza. Il nostro Company Chef Giorgio Guglielmetti consiglia poi di consumarla a temperatura ambiente per preservarne la qualità artigianale e il sapore.

Nell’augurarvi buona Pasqua vi lanciamo un ultimo guanto di sfida: provate a mangiarla senza spelluzzicare prima la deliziosa crosticina di mandorle che la ricopre… non siamo sicuri che riuscirete a farcela.

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